Abolire la povertà? Bisogna rendere credibile il reddito di cittadinanza

Abolire la povertà? Bisogna rendere credibile il reddito di cittadinanza

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Articolo scritto e pubblicato per Econopoly – Il Sole 24Ore

I numeri per finanziare la «manovra del popolo» sono pesanti da mandar giù, soprattutto se consideriamo che la linea economica del governo giallo-verde sarà finanziata quasi del tutto in deficit. Qui ci limiteremo a stendere una riflessione circa la voce di spesa più cospicua riportata nella nota di aggiornamento al DEF: i dieci miliardi stanziati per il reddito di cittadinanza (RdC).

Per come è stato formulato nel Def, il RdC verrà promosso sotto forma di assegno atto ad innalzare le entrate dei beneficiari (individui disoccupati con un reddito inferiore alla soglia di povertà) con 780 euro mensili (aumentabili fino a 1300 euro, a seconda del carico familiare). Il recepimento è condizionato all’iscrizione da parte degli interessati ad un centro per l’impiego, dedicando 8 ore a settimana per servizi socialmente utili e all’accettazione di almeno una delle tre proposte lavorative che dovrebbero arrivare nell’arco di 24 mesi.

Secondo Luigi di Maio, ministro del Lavoro, con la nuova legge di bilancio, in parallelo all’introduzione del sopradescritto reddito di cittadinanza, l’Italia riuscirà finalmente a “cancellare la povertà”. Il quesito a cui si vuole dare risposta è il seguente: siamo davvero in grado di abolire la povertà? Vediamo.

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