Bitcoin: una moneta che prospera nel disordine

Bitcoin: una moneta che prospera nel disordine

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Bitcoin è una moneta antifragile e spiego subito il perché.

Tutti abbiamo potuto notare come, da circa un anno a questa parte, il mondo delle criptovalute è stato caratterizzato da volatilità, incertezza e dubbio.
Questo clima di elevata rischiosità che tutt’ora avvolge l’atmosfera virtuale delle criptomonete ha sicuramente giocato a favore della crescita di Bitcoin, la moneta matematica per eccellenza.

Da inizio 2017 il Bitcoin ha moltiplicato per otto volte il suo valore, con una crescita del 950%, arrivando a superare i 15mila dollari. Questa crescita esponenziale ha tutte le sembianze di una vera bolla. Prima o poi esploderà. Ma si tratterà solo dell’esplosione di una bolla speculativa legata alla cosiddetta euforia irrazionale che ha conquistato gli investitori, che per ora si limitano a scommettere con gli occhi bendati su quanto il valore della moneta virtuale riuscirà a tirare avanti.

Bitcoin non è assolutamente fragile, anzì è praticamente antifragile.

Ciò che è fragile è il sistema all’interno del quale sta lievitando Bitcoin.
Un sistema caratterizzato da grande ignoranza, la maggior parte dei trader non sa assolutamente nulla del funzionamento tecnico di BTC e delle prospettive di sviluppo di questo settore (non a caso stanno gonfiando il valore di questa moneta oltre i limiti delle reali aspettative), e dalla completa inaffidabilità degli exchange.
Un sistema che preferisce utilizzare questa moneta per speculare piuttosto che sfruttarla come mezzo di pagamento alternativo.

Bitcoin è l’inizio di qualcosa di grande. La cosa più rilevante di Bitcoin non è Bitcoin stesso, ma cosa può effettivamente fare la tecnologia distribuita. L’esplosione della bolla di bitcoin è necessaria per la sopravvivenza di bitcoin stesso e per la sua evoluzione.

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Cosa vuol dire Antifragile?

Se ancora non ve ne foste accorti e solo casualmente siete incappati all’interno di questo blog, alzando lo sguardo vi accorgerete che il nome di questo blog è proprio ANTIFRAGILE.

Chiediamoci qual è l’esatto opposto di fragile? Robusto? Non proprio.
Il termine corretto da utilizzare è antifragile. L’antifragilità va al di là della resilienza e della robustezza. Ciò che è resiliente resiste agli shock e rimane identico a se stesso; l’antifragile migliora. Questa qualità è alla base di tutto ciò che muta nel tempo: l’evoluzione, la cultura, le idee, i sistemi politici, l’innovazione tecnologica, il successo delle aziende, lo sviluppo economico …persino la vita della nostra specie su questo pianeta.

Il concetto, ripreso dal ex trader ora filosofo Nassim Taleb, è approfondito meglio in questa pagina Mission – Antifragile. Noi qui, ci concentriamo sul rapporto che intercorre tra l’antifragilità, i bitcoin e le criptomonete.

Sappiamo che un’entità può essere fragile, robusta e ora anche antifragile.

Precisiamo inoltre che l’entità antifragile è l’unica che riesce a guadagnare/prosperare da una situazione di disordine e caos.

Rapportiamo ora le tre qualità sopra riportate alle dovute entità:

-Fragile: Lo stato centralizzato, il Sistema bancario moderno, la moneta Fiat
-Robusto: L’oro
-Antifragile: Sistema decentralizzato, Bitcoin, Blockchain, monete autoregolate

I benefici derivanti dalle entità fragili sono spesso piccoli e visibili. L’errore che ne consegue è irreversibile, l’effetto collaterale è potenzialmente grave e invisibile e sotto forma di evento negativo in grado di generare un collasso.
Tutto ciò che è fragile è vulnerabile all’incertezza, alle incognite, al tempo e detesta gli errori.

Di contro, tutto ciò che è antifragile trae vantaggio dall’incertezza e dal disordine.

Il sistema bancario moderno è molto fragile e ha bisogno di essere salvato di tanto in tanto, comportando un’ingente crescita del debito pubblico, che a sua volta rende fragili i sistemi economici.
Le persone che promuovono la centralizzazione e la gestione top-down si classificano come fragilisti.

Un fragilista crede che ciò che non vede, o ciò che non capisce, semplicemente non esiste.

Prendiamo un esempio: Jamie Dimon (CEO di JPMorgan Chase), una persona intelligente (che ci crediate o no), che recentemente ha affermato: “Se avessimo trader che fanno trading di bitcoin li licenzierei per stupidità». Quelle “criptocose”, quella “frode”, una bolla “peggiore di quella dei tulipani”. Dopo neanche due giorni dalla fredda affermazione, JpMorgan era la principale acquirente di Bitcoin.

Jamie Dimon è un fragilista?

No, è il perfetto esempio di antifragilista che impara dalla fallacia del piccolo errore.
In un primo momento non riusciva a capire le potenzialità di BTC, quindi per lui BTC non sarebbe dovuto esistere, quindi Btc è una frode.
In un secondo momento, ha ritenuto di poter riuscire a cavalcare quella che (forse anche oggi) può sembrare una bolla speculativa.

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Perché bitcoin trae vantaggio dal disordine?

Le bolle finanziarie si generano all’interno di un clima di caos, disordine e comportamenti irrazionali degli investitori. Ma non tutte le bolle vengono per nuocere. Bitcoin grazie al rigonfiamento della bolla ha acquisito una popolarità quasi impensabile. I comportamenti irrazionali in questo caso sono dettati dalla mancata consapevolezza della tecnologia rivoluzionaria che c’è dietro Bitcoin. Quando la bolla esploderà gli stati inizieranno a prendere sotto seria osservazione questo sistema tecnologico. La blockchain sarà introdotta per snellire i sistemi burocratici e governativi, per sanare la pubblica amministrazione, per limitare l’evasione fiscale, per sistematizzare gli scambi informativi e… potremo andare avanti per un’altra buona pagina di elencazione!

…sulla bocca di tutti

Tre elementi hanno corrotto l’ecosistema innovativo in cui si sarebbe dovuta affermare la tecnologia Bitcoin: la mania sfrenata, la speculazione e la paura di perdere il treno.
Tre elementi che generano disordine. Un disordine che si è rivelato estremamente positivo per Bitcoin. Pensiamo al solo fatto che oramai i termini “bitcoin” e “blockchain” sono sulla bocca di tutti.

Con il grafico di seguito riportato capiamo la popolarità raggiunta da questo argomento. Le ricerche su Google relative a “bitcoin” hanno un trend crescente che intercetta le ricerche correlate a Gesù e ai Beatles.

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La volatilità di BTC ha tenuto accesa l’attenzione dei media per settimane.

Le oscillazioni “non normali” di questa moneta ormai fanno parte del suo appeal che ha scatenato la nuova corsa all’oro digitale.
Si è andato a ridefinire il concetto di denaro e si è andato ad identificare il concetto di asset digitale scarso (i BTC non andranno oltre i 21 milioni, oggi siamo a circa 16 milioni in circolazione).

Non ci si deve concentrare sul capire se il bitcoin è in bolla e se il prezzo crollerà oggi o domani.

Non tutto ciò che sale scende a breve! Pensiamo alle quotazioni di Google, condannate per anni ad un crollo che di fatto non si è mai verificato, anzi tutt’altro.
Il punto qui, sta nel riuscire a monitorare la capacità di attrazione di risparmiatori e investitori verso strumenti il cui valore di mercato oscilla in modo rilevante. Non solo, cerchiamo di rilegare la crescita del valore intrinseco della moneta, legata all’attività di speculazione, al vero e proprio utilizzo di BTC: mezzo di pagamento e di scambio.
Bitcoin ha ottime funzionalità per le transazioni commerciali. Con questo sistema non esiste la possibilità di annullare i pagamenti, ogni transazione confermata è protetta dalla potenza di calcolo della rete. I negozi potrebbero accettare BTC da ogni parte del mondo, senza alcun rischio di frode o rimorso inatteso. Ma evidentemente, tutto ciò è passato in secondo piano.

Le attività commerciali corrono un rischio legato alla volatilità del tasso di cambio, la volatilità è per larga parte causata dagli speculatori. Finché ci sarà elevata speculazione su questa moneta, essa stessa non si affermerà come sistema di pagamento. La bolla è necessaria per la sopravvivenza e per l’evoluzione.

Possiamo tranquillamente dire che bitcoin è una bolla, ma la blockchain e il sistema che c’è dietro no.

Il bitcoin non è altro che la prima, più visibile applicazione di una tecnologia che promette di rivoluzionare tanti settori, dietro al quale si cela la blockchain, un registro pubblico e cronologico distribuito che elimina la necessità di un certificatore per qualsiasi tipo di transazione che implichi un trasferimento di valore. Ciò, probabilmente, è destinato ad essere il vero valore che rimane se e quando scoppierà la bolla.

Siamo ancora nella fase in cui quando si pensa alla blockchain si pensa subito a bitcoin, ma è arrivato il tempo di capovolgere i termini e considerare non la blockchain una della parti di bitcoin, ma bitcoin come una delle manifestazioni di una tecnologia di un livello superiore.
Cerchiamo di avere sempre una visione del futuro ad ampio spettro, proprio come ha fatto il 23enne Vitalik Buterin creatore di Ethereum, un software crittografico che modifica la già classica blockchain per abilitare transazioni non necessariamente legate al solo denaro digitale.

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