La crescita tedesca si raffredda: il centro del maelström europeo e l’influenza cinese

La crescita tedesca si raffredda: il centro del maelström europeo e l’influenza cinese

L’economia tedesca sembra essere bloccata tra solidi fondamentali interni e rischi esterni. Qui, analizzeremo, in primis, alcuni problemi interni alla Germania, in secundis, le variabili esterne che influenzano il rallentamento della crescita tedesca.
In particolar modo, si cercherà di capire se il rallentamento tedesco nel settore automobilistico dipenda esclusivamente dalle tensioni commerciali, oppure se debbano esser presi in considerazione anche vari cambiamenti strutturali nel mercato automobilistico.

La crescita del PIL al di fuori di Germania e Italia è rimasta resiliente allo 0,4% q/q nel secondo trimestre. La domanda interna è rimasta abbastanza elastica. Germania e Italia sono particolarmente vulnerabili alla mancanza di trazione esterna, con problemi di produzione interna.

Il GDP tedesco sta franando (di seguito l’andamento con il secondo trimestre in negativo). Il settore manifatturiero e l’automobile sono in difficoltà. Per l’Italia è una brutta notizia, se Berlino ha il raffreddore, noi prendiamo la polmonite.

I problemi interni alla Germania

Interessante notare la concentrazione della debolezza tedesca: escludendo l’enorme calo del 2% q/q della produzione industriale del secondo trimestre, l’economia sarebbe cresciuta di un forte ~ 0,5%.

Per l’appunto, la produzione tedesca è diminuita dello 0,1% nel secondo trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, poiché le tensioni commerciali (USA/Cina) hanno impattato sul settore manifatturiero teutonico, il quale vanta un alto livello di esportazione, e in particolare sulla potente industria automobilistica.

L’approccio di politica fiscale dello Schwarze Null – letteralmente «zero nero», che si riferisce alla politica di bilancio perseguita dal Governo tedesco con l’obiettivo di raggiungere il pareggio o addirittura il surplus di bilancio – è stato parte integrante della politica del governo tedesco per anni. Il bilancio federale è in surplus dal 2014 e l’impegno di non assumere nuovi prestiti è stato formalmente sancito dal trattato di coalizione tra i Democratici cristiani (CDU) di Angela Merkel e i socialdemocratici di centro-sinistra (SPD) dell’anno scorso

Nelle ultime settimane, tuttavia, la Schwarze Null è stato oggetto di accese critiche da parte di accademici, gruppi imprenditoriali, leader dell’opposizione e persino da singoli membri della coalizione governativa. (https://on.ft.com/2TDi4BG)

Varie controparti politiche (il partito dei Verdi, ad esempio) e numerosi economisti tedeschi (vedi in particolare, Marcel Fratzscher) stanno commentando negativamente la determinazione del governo tedesco nel difendere la politica fiscale dello Schwarze Null. Senza un nuovo stimolo fiscale, la locomotiva tedesca potrebbe rallentare profondamente nel breve termine.

L’industria automobilistica germanica è sottoposta a forti pressioni per adeguare i propri business alla competitività internazionale. Si tratta di una sfida a lungo termine, tuttavia la Germania sembra non aver investito sufficientemente in ricerca, sviluppo e infrastrutture, e tutt’ora, nonostante l’annuncio di investimenti pubblici record poco sotto i 40 miliardi l’anno tra il 2020 e il 2023 “per modernizzare e innovare il paese“, la Germania sembra mancare di un piano strategico sul lungo termine.

L’incertezza permanente sulla tradewar USA/Cina, che trascina giù il dato della Germania, riporta effetti negativi anche in Eurozona: di seguito i numeri di Eurostat sulla produzione industriale.

In giugno la produzione industriale dell’Euroarea ha subito un calo netto dell’1,6%, mentre nell’Ue a 28 è diminuita dell’1,5 per cento.
Cosa sta succedendo? La crescita si raffredda, occorrerebbe allentare il rispetto dei vincoli, investimenti nel settore pubblico nel breve termine non sembrano esser sufficienti quando in gioco vi è una potenza industriale che traina il carro europeo, l’intera linea di politica finanziaria andrebbe rivista.

Le variabili esterne che influenzano il rallentamento tedesco

Siamo sicuri che il rallentamento tedesco nel settore automobilistico dipenda esclusivamente dalle tensioni commerciali?

Che ruolo gioca la Cina in tutto ciò?

Il rallentamento industriale  tedesco sta iniziando ad avere un impatto sull’economia domestica mentre l’intera economia sembra sfociare in uno stato di recessione. Il mercato automobilistico ha giocato e continuerà a svolgere un ruolo di prim’ordine all’interno di tale scenario recessivo e tra le molteplici spiegazioni dei problemi del rallentamento del settore automobilistico, sorprendentemente ritroviamo l’influenza della Cina, sotto un duplice aspetto.

  1. Come accennato precedentemente, l’incertezza globale inerente alla trade war USA-Cina ha determinato un rallentamento dell’economia cinese contribuendo ad acuire i problemi della manifattura tedesca.
  2. Occorre tener conto di un ulteriore fattore: la ritardata introduzione del nuovo standard sulle emissioni – WLTP, Worldwide harmonized Light-Duty vehicles Test Procedure, una recente procedura di misurazione dei consumi dei nuovi veicoli immessi sul mercato – e i ritardi nel rispetto di questi nuovi standard, hanno portato a gravi interruzioni nella produzione e nella consegna di auto tedesche, soprattutto nel mercato cinese.

Guardando i dati, tuttavia, lo scenario risulta esser più sfocato. Nel 2018, le vendite di veicoli in Cina sono diminuite di circa il 3% su base annua, mentre le vendite di autovetture (passenger car) sono diminuite di oltre il 4% su base annua, il primo calo in oltre vent’anni. Le case automobilistiche tedesche, invece, hanno visto aumentare le loro vendite del 2%.

Refinitiv Datastream

Analizziamo, in primis, l’impatto diretto del conflitto commerciale sul settore automobilistico tedesco.

Il mercato cinese è il mercato più importante per la maggior parte delle case automobilistiche tedesche. Nel 2018, quasi un quarto di tutte le auto vendute in Cina erano tedesche. BMW e Daimler hanno venduto oltre un terzo delle vendite totali di auto in Cina. Per Volkswagen, la quota è persino maggiore, intorno al 40%. (https://bit.ly/2YOd6aW)

Guardando al futuro, gli affari per le case automobilistiche tedesche non saranno rosei. Infatti, le vendite di auto nuove in Cina sono diminuite per 13 mesi consecutivi, un crollo iniziato nella seconda metà del 2018, quando la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti ha iniziato a surriscaldarsi. (https://bit.ly/2ADDGp9)

Con l’introduzione delle tariffe commerciali, con i dazi doganali statunitensi sui beni cinesi per un valore di 250 miliardi di dollari e con i dazi doganali cinesi sui beni statunitensi per un valore di 110 miliardi di dollari, vengono venduti ricambi per auto e automobili dalla Cina con una tassazione al 27,5% negli Stati Uniti da luglio 2018, mentre la Cina ha temporaneamente aumentato i dazi doganali sui veicoli statunitensi dal 15% al ​​40%. Tuttavia, la Cina ha rimosso queste tariffe aggiuntive, quindi le auto statunitensi sono soggette all’aliquota tariffaria standard della Cina del 15%.

Dato che alcune case automobilistiche tedesche esportano effettivamente automobili prodotte negli Stati Uniti in Cina, il conflitto commerciale ha avuto un impatto chiaro e diretto sull’industria automobilistica tedesca. Detto questo, l’impatto maggiore sembra provenire indirettamente dalla minore fiducia dei consumatori cinesi. Secondo i resoconti dei media, le esportazioni di automobili BMW e Mercedes dagli Stati Uniti alla Cina hanno risentito degli aumenti delle tariffe, motivo per cui la BMW ha iniziato a produrre localmente in Cina.

Il secondo fattore da prendere in considerazione, e che probabilmente ha avuto un rilievo maggiore sulla diminuzione delle vendite, è il passaggio al nuovo standard di emissione.

Entro luglio 2020, tutti i veicoli leggeri in Cina devono conformarsi allo standard sulle emissioni China 6a, basato sulle normative europee e statunitensi. Tuttavia, molte province hanno messo le mani avanti e hanno reso obbligatorio il nuovo standard un anno prima per conformarsi alle campagne di protezione ambientale anticipatamente. In Europa, l’impatto dell’adozione di questo nuovo standard ha messo a dura prova lo scorso anno il mercato delle autovetture, tanto che le immatricolazioni di nuove autovetture sono diminuite più fortemente (in termini assoluti) rispetto alla crisi finanziaria globale. (https://bit.ly/2KzJPrH)

In Cina, sebbene i concessionari di automobili abbiano prontamente scontato i prezzi per i veicoli con uno standard sulle emissioni pari a 5 prima della effettiva scadenza, i consumatori si sono mostrati riluttanti a fare acquisti, poiché probabilmente hanno aspettato l’arrivo sul mercato delle autovetture con il nuovo standard di emissione. Le vendite al dettaglio automobilistiche hanno registrato un’impennata solo a giugno, con i concessionari di automobili che hanno offerto forti riduzioni di prezzo. Il destocking di veicoli con standard di emissioni pari a 5 in Cina potrebbe, quindi, essere responsabile della diminuzione del numero di ordini effettuati dai rivenditori alle case madri. Tuttavia, molti si aspettano che con il nuovo standard ora in vigore, potremo assistere ad un rimbalzo delle vendite.

Oltre agli sviluppi ciclici, vi sono anche cambiamenti strutturali nel mercato automobilistico cinese che incidono sulle vendite di auto tedesche.

Ad oggi, le previsioni del mercato automobilistico cinese hanno ipotizzato che i bassi tassi di proprietà offrano un potenziale di crescita sufficiente nei prossimi anni, ma è del tutto possibile che questo potenziale di crescita sarà compromesso dall’aumento del car sharing e di mezzi di trasporto alternativi al veicolo di proprietà.

Un altro cambiamento strutturale è la transizione verso la produzione e la vendita di auto elettriche, sostenuta attivamente dal governo cinese. In effetti, le vendite di auto elettriche in Cina stanno andando forte, con un aumento del 50% nella prima metà del 2019 rispetto al primo semestre del 2018, tuttavia i sussidi relativi agli e-vehicles saranno gradualmente eliminati tra il 2020 e il 2021. (https://bit.ly/31IklOw)

Riassumendo, la più grande minaccia per le automobili tedesche è…

Si può ritenere che l’attuale sgretolamento del mercato automobilistico cinese sembra essere una combinazione simultanea di fattori ciclici, effetti una tantum e cambiamenti strutturali. E per l’economia tedesca, non è in realtà il conflitto commerciale a preoccupare maggiormente, quanto piuttosto i cambiamenti strutturali nel mercato automobilistico cinese, che potrebbero rivelarsi una delle maggiori minacce negli anni a venire.

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