Lagarde, la Bce e il percorso difficile ma necessario della politica fiscale

Lagarde, la Bce e il percorso difficile ma necessario della politica fiscale

Su Econopoly – Il Sole 24 Ore, con Saverio Spinella, ci siamo chiesti quale situazione erediterà Christine Lagarde e quali scenari futuri si prospettano per la BCE e l’Eurozona.

Articolo scritto per Tortuga, il primo think-tank italiano di studenti, ricercatori e professionisti del mondo dell’economia e delle scienze sociali.

In un recente articolo abbiamo esaminato i rischi dell’attuale politica monetaria condotta dalla Banca Centrale Europea: i vantaggi di tassi bassi e ingenti acquisti di asset sono compensati da una serie di effetti collaterali che riducono gradualmente il beneficio netto dell’allentamento monetario stesso, fino a rischiare di oscurarlo del tutto. La nuova presidentessa della Bce, Christine Lagarde, ha confermato tale tesi e ha esortato i paesi con spazio fiscale a investire nell’economia reale in maniera tale da rendere più efficace l’azione monetaria. Inoltre, rompendo ogni indugio, Lagarde ha nominato i paesi che dovrebbero incrementare lo stimolo fiscale: Germania e Olanda dovrebbero investire maggiormente in infrastrutture, educazione ed innovazione.

Insomma, è stato dato un segnale chiaro, in linea con le passate raccomandazioni di Draghi, ma con un colore ben più politico. Prima di procedere, ricordiamo che politica fiscale e monetaria hanno il compito di stabilizzare l’attività economica nelle fasi di recessione così come in quelle di espansione. La politica fiscale, a tal fine, deve essere anticiclica, ovvero immettere più risorse nell’economia nei tempi difficili e risparmiare durante periodi di crescita, così da avere le risorse necessarie per combattere la recessione successiva.

Il ruolo degli stati membri

Tornando a Germania e Olanda, i due paesi sembrano essere nelle condizioni di stimolare le rispettive economie domestiche e, di riflesso, quella europea, con adeguati stimoli fiscali. Come è possibile osservare dai dati della tabella seguente, tra i più grandi paesi europei solo Germania e Olanda hanno la capacità di incrementare lo stimolo fiscale sulla base delle regole di bilancio comunitarie. Più precisamente, nella colonna 5 viene ricavato lo spazio fiscale come differenza tra il saldo strutturale del 2019 (colonna 2) e l’obiettivo a medio termine (colonna 3).

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