Ridefinire il target inflazionistico: > 2%

Ridefinire il target inflazionistico: > 2%

Una variazione dei prezzi al consumo del 2% oggi non viene ritenuto un target raggiungibile come in passato.

Innalzare il target inflazionistico potrebbe aumentare la possibilità per la politica monetaria di ridurre i rendimenti lungo l’intera curva?

Come specificano Gagnon e Collins, gli studi che analizzano l’interazione dell’inflazione con l’effective lower bound, in genere, ignorano gli strumenti non convenzionali o li trattano implicitamente come indipendenti dall’obiettivo di inflazione.

Tuttavia, la possibilità di considerare gli strumenti ad oggi più rilevanti – forward guidance e allentamento quantitativo (QE) – non è indipendente dall’obiettivo di inflazione.
Ignorando tale connessione, si tende a sottovalutare il beneficio di una maggiore inflazione.

La figura seguente mostra che l’innalzamento dell’obiettivo inflazionistico non solo aumenta la possibilità di ridurre il tasso di interesse di policy, ma aumenta anche la possibilità di ridurre i rendimenti a lungo termine tramite la forward guidance e il QE.

Il riquadro a) mostra la situazione con l’attuale obiettivo di inflazione del 2% in US. L’attuale curva dei rendimenti è la linea blu. Dopo gli effetti di una recessione, la Fed potrebbe abbassare il tasso a breve a -0,5% e i rendimenti a più lungo termine diminuirebbero di una certa misura (linea nera). La forward guidance e il QE potrebbero essere utilizzati per ridurre i rendimenti a più lungo termine ben oltre i limiti inferiori presunti (linea rossa).

N.B. L’esatta posizione dell’ELB (effective lower bound) non è nota; la linea mostrata in figura è un’approssimazione.

Il grafico b) mostra lo scenario dopo aver completato un aggiustamento verso l’alto con un target di inflazione del 3%. La Fed ora ha uno spazio di un ulteriore punto percentuale per tagliare il tasso a breve termine (linea nera).

Ciò lascia il tasso di interesse 10yr superiore di 0,6 punti percentuali rispetto al grafico a). Vi sono quindi 0,6 punti percentuali in più di spazio per utilizzare forward guidance e QE al fine di portare il rendimento a 10 anni al limite inferiore (la linea rossa).

Quindi, con l’innalzamento dell’obiettivo di inflazione di 1 punto percentuale la banca centrale ha quasi 2,5 punti percentuali in più di munizioni per combattere una recessione piuttosto che 1 solo punto percentuale di spazio in più rispetto alle assunzioni teoriche precedenti. Ergo, su ridefinizione verso l’alto del target di inflazione -> i benefici superano nettamente i costi.

Tale sfida attende le principali BC nel 2020.

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