Tre proposte per l’Eu: elezione diretta dei candidati alla presidenza, partiti transnazionali, più potere al Parlamento

Tre proposte per l’Eu: elezione diretta dei candidati alla presidenza, partiti transnazionali, più potere al Parlamento

Articolo scritto in collaborazione con il team di Tortuga, un think-tank di studenti, ricercatori e professionisti del mondo dell’economia e delle scienze sociali, nato nel 2015. Attualmente conta 51 membri, sparsi tra Europa e il resto del mondo, con un focus su temi economici e politici, offrendo alle istituzioni, associazioni e aziende un supporto professionale alle attività di ricerca o policy-making.

Strasburgo, manifesto per incitare al voto per le elezioni europee. Sebastien Bozon/AFP/Getty Images

Le elezioni europee si avvicinano eppure l’opinione pubblica continua a discutere di temi prevalentemente nazionali. Queste elezioni, più che un’occasione per contribuire a scegliere la direzione che l’Unione dovrebbe prendere, rimangono viste come “elezioni nazionali di secondo ordine”. L’Ue, nonostante i notevoli sforzi compiuti nel corso degli anni per rendersi più democratica, rimane distante e non rappresentativa.

Le idee per cambiare una struttura complessa come l’Unione e risolvere questa condizione devono essere realistiche. Presentiamo qui tre proposte realizzabili e sulle quali il mondo accademico è quasi unanime per rinforzare la democrazia europea:

  1. l’elezione diretta degli Spitzenkandidaten,
  2. la creazione di partiti transnazionali e
  3. un maggiore ruolo legislativo del Parlamento europeo (Pe).

Queste riforme, strettamente interconnesse l’una con l’altra, renderebbero più rappresentative le istituzioni comunitarie e darebbero un importante segnale che l’Unione si sta muovendo nella direzione giusta.

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